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mercoledì 2 settembre 2009

L'ombra della Centrale ed il "fumo" negli occhi...

Favorita dalla propensione del Governo all'utilizzo delle fonti fossili, quelle per inciso con cui si fanno i maggiori guadagni, la SEI rispunta su Saline e con essa ritorna l'inquietante "ombra" della Centrale a Carbone.

La multinazionale con sede in Svizzera ha presentato ai Comuni la cossiddetta proposta di "compensazione territoriale" per la realizzazione della Centrale. In pratica si tratta della "monetizzazione" della salute dei cittadini e del futuro stesso del comprensorio.

E' giusto direte voi. Se in un paese viene realizzata una discarica, quel paese dovrà essere ricompensato in qualche maniera, magari non pagando la tassa sui rifiuti!

Ma qui non si tratta di una discarica, bensì di un'imponente centrale termoelettrica a carbone che provocherà emissioni di tanti tipi di "veleni" e non c'è compensazione che potrà ripagare il territorio dei danni che provocherà.

Si parla di un quartiere "ecocompatibile", di sostegni alle "produzioni agricole", di fermate della Metropolitana di superficie, peraltro già pensate, di "riqualificazione dell'area SIC e ZPS del Pantano che dista solo 500 metri, di un "progetto cultura" (?), di "contentini" per le associazioni sportive dilettantistiche locali e di "riqualificazione costiera.

Un totale di circa 50 mln di euro (la stessa somma che la Regione ha dato alla Provincia per bonificare e riqualificare l'area restituendola alla sua vocazione turistica) che secondo SEI andrebbe ad aggiungersi alla "magnifica" somma di 1 mld di euro per la costruzione della centrale (somma che non lascia "nulla" sul territorio, leggi qui).

Ci ricoprono di numeri, soldi, posti di lavoro, sfruttano le debolezze e le speranze della gente e degli amministratori per realizzare indisturbati un mostro che consentirà loro guadagni altissimi a spese della nostra salute.

Di contro però c'è la scarsa capacità, va detto, di proporre alternative fattibili e che diano occupazione e sviluppo a questo territorio.

Spero che non sia tardi, che i "confetti" offerti dalla SEI vengano rimandati al mittente e che il nostro fronte possa nel breve tempo ricomporsi ed essere incisivo in questa battaglia per la salute.
Oggi si riparla di nucleare, di carbone pulito ma... avete mai sentito parlare seriamente di risparmio energetico, di produttività energetica, di procedure semplificate per la realizzazione di impianti solari e fotovoltaici ecc. ecc.?

sabato 22 agosto 2009

Una strada che necessita di interventi urgenti

Interventi urgenti per ripristinare la normale percorribilità della Strada Provinciale n°3 Melito-Bagaladi-Gambarie. Sono noti a tutti, Provincia compresa, i punti “critici” dell’arteria che peraltro più volte sono stati segnalati dalle amministrazioni dei Comuni interessati dalla suddetta strada.

Già nel tratto melitese la strada presenta problemi strutturali in prossimità della frazione Prunella, dove il Torrente Tuccio ha eroso il muro di sostegno portando via circa cinquanta metri della corsia nord. Recintata da mesi, la zona in questione è altamente pericolosa poiché nella semicurva che raccorda i due rettilinei.

Nel tratto tra Chorio di San Lorenzo e San Fantino altri due punti critici, uno in corrispondenza di una frana verificatasi durante l’inverno scorso, l’altro nei pressi del cimitero di San Fantino. Più a monte, vicino la frazione Lanzena, un’altra voragine al margine della strada ha ingoiato quasi metà corsia ed è stata messa in sicurezza con un cordolo di cemento armato che ha creato già molti disagi agli automobilisti. Poi c’è il Ponte sul Torrente Tuccio, che andrebbe ristrutturato e che da anni è stato ristretto con guard-rail che rendono complicato il passaggio contemporaneo di due veicoli.

Nel tratto che dopo Bagaladi si inerpica verso l’Aspromonte infine, una miriade di smottamenti, frane di modeste dimensioni, sono il segno di una scarsa manutenzione e di una pressochè assente attenzione verso le zone montane della provincia, meta di migliaia di turisti che scelgono la frescura montana ai litorali afosi.

Tenere una rete infrastrutturale in buone condizioni significa supportare chi stoicamente decide di rimanere ancorato alle proprie radici. Abbandonarla, non ammodernarla, equivale ad un invito a lasciare i centri interni.

Con essi scomparirebbe un patrimonio culturale inestimabile che questa parte di Calabria non può permettersi di perdere. Ecco il perché di questo sollecito alla Provincia, affinchè si attivi ed intervenga sulla Strada Melito-Bagaladi al più presto, prima che sopraggiunga un altro inverno.

martedì 25 novembre 2008